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L'adesione al progetto "I giovani
nella costruzione di una società della conoscenza" ha rappresentato per il
Liceo Righi l'opportunità di offrire respiro europeo ai percorsi di
approfondimento in ambito scientifico previsti nell'offerta formativa liceale. In
particolare la Settimana
della scienza francese che si è tenuta, come ogni anno, dal 20 al 28 ottobre a
Parigi e a Poitièers, ha rappresentato il completamento della nostra Settimana
della scienza 2009, in
occasione dell'anno mondiale dell'astronomia, a ricordo del telescopio che
Galileo puntò al cielo per la prima volta 400 anni fa.
La proposta della Presidenza francese
dell'Unione Europea non solo ha riscontrato l'adesione del corpo docente ma ha
anche sollecitato notevole interesse e curiosità cognitiva negli studenti del
Righi, una trentina dei quali in rappresentanza dell'Italia, si è proposta per
approfondire l'evoluzione del rapporto fra scienza-società e fra
scienza-democrazia, scienza-religione nel corso della storia.
Il contributo dei nostri studenti,
unitamente a quello dei giovani degli altri ventisei Stati europei, si è
rivelato prezioso per comprendere come la comunicazione critico-scientifica
possa affinare lo scambio democratico fra gli individui e far dialogare la
cultura umanistica con quella scientifica.
L'Italia è stato il primo paese a
dare l'avvio al progetto durante il mese di aprile 2008, articolando il lavoro
in tre fasi. Durante la prima di queste, quella locale, gli studenti del Righi,
nel corso dei quattro incontri svolti a scuola con la dott.ssa Nadia Fellini,
coordinatrice del progetto per l'Italia, e il prof. Fabio Toscano membro
dell'Associazione "Nuova Civiltà delle Macchine", hanno prodotto diversi
materiali, prendendo spunto dal caso Galileo; fra cui un sondaggio per indagare
se è giusto pensare ad un codice etico per gli scienziati.
Durante la seconda fase i giovani
hanno dialogato tra loro e con studiosi, ricercatori e docenti del territorio
nazionale, in occasione di incontri aperti anche alla cittadinanza. Hanno
esplorato i temi oggetto del percorso dal punto di vista delle scienze sociali
ed umane, delle scienze sperimentali e dell'economia, visitando anche numerosi
laboratori di ricerca del territorio.
Durante la fase europea, i
giovani hanno elaborato le loro proposte su come e quale società della
conoscenza costruire. A metà ottobre i trecento giovani europei hanno negoziato
i suggerimenti, la cui stesura definitiva è stata raggiunta in assemblea
plenaria presso il Museo di Storia Naturale di Parigi, alla presenza dei membri
della Commissione europea.
Ritengo opportuno pubblicare il
documento stilato dai ragazzi, l'analisi del quale induce ad alcune
riflessioni.
I giovani sentono la società
della conoscenza, come la loro società, che vogliono garantita dai valori
democratici universali, non certamente da interessi economici come il quadro
politico attuale lascia presagire. Soprattutto chiedono di essere ascoltati
dagli adulti, a cui chiedono senso di responsabilità e, se docenti, capacità di
porsi come "guide" in un positivo percorso formativo.
Scrive Chiara, nell'elaborato di
uno dei cinque gruppi, studentessa del terzo anno dell'indirizzo linguistico,
"sicuramente noi giovani siamo investiti di una grande responsabilità
all'interno del progetto: instaureremo un dialogo con esperti, ricercatori,
istituzioni europee, fino ad elaborare 20 raccomandazioni da consegnare ai
commissari europei.
Da ciò emerge che i giovani hanno
sentito come una sfida riuscire a gettare le basi per una circolazione
allargata della conoscenza, perché possa rappresentare realmente un bene
pubblico per i cittadini del XXI secolo.
Il Dirigente Scolastico
Prof.ssa Dea Campana
I
G I O V A N I N E L L A C O S T R U Z I O N E D I U N
A S O C I E T À
D E L L A C O N O S C E N Z A
Documento conclusivo votato dall'assemblea
plenaria durante gli incontri europei "Giovani, Scienza e Cittadini" organizzati dal Ministero dell'Insegnamento
Superiore e della Ricerca e dal Centro Nazionale della Ricerca Scientifica
francesi nel quadro della Presidenza Francese dell'Unione Europea, il 27
ottobre 2008
P
R E A M B O L O D E I P A R T E C I P A N T I
Siamo studenti di scuole superiori o
università, giovani lavoratori, giovani disoccupati, giovani con scarse opportunità. Speriamo di essere più
rappresentativi possibile della gioventù europea nonostante sia un obiettivo irraggiungibile.
Durante la sessione plenaria
finale, abbiamo deciso di aggiungere questa introduzione ai nostri suggerimenti. Abbiamo scritto questo testo
per facilitare la comprensione del nostro lavoro collettivo.
Potrete essere sorpresi per il contenuto
delle nostre affermazioni dal momento che si basano sull'accessibilità della
conoscenza, su problemi educativi, sul rafforzamento dei diritti umani,
sull'inclusione di strategie sociali come criterio fondamentale di confronto
per qualunque tipo di politica che miri alla costruzione di una società europea
della conoscenza. Perché questa scelta?
La nostra definizione di società della
conoscenza è diversa da quelle scritte dalle grandi istituzioni internazionali,
come la Banca Mondiale
o la Commissione
Europea, o perlomeno dalle definizioni di cui abbiamo sentito
parlare, come quella stabilita dagli stati membri dell'Unione Europea durante
le riunioni di Lisbona (2000) e Barcellona (2001). Per noi quando si parla di
società della conoscenza non si può intendere soltanto scienza, ricerca e
innovazione, ma si deve includere anche una dimensione culturale, sociale e
democratica.
Abbiamo lavorato per sei mesi e abbiamo
osservato questa straordinaria e consolidata tendenza in tutta l'Unione Europea.
Persino la maggior parte di esperti, scienziati e politici che abbiamo
incontrato non comprendono a fondo cosa possa significare una società basata
sulla conoscenza. Tuttavia, questo concetto riguarda le nostre future
professioni, la strategia economica dell'Unione Europea nel contesto di
un'economia globale, riguarda politiche per la ricerca e l'innovazione,
politiche per l'educazione e per il life-long learning. In altre parole,
parlare di società della conoscenza significa parlare di ogni aspetto delle
nostra vita futura.
Dunque, c'è un importante problema
democratico che impone alle nostre istituzioni, e in primo luogo all'Unione
Europea e agli stati membri, di sviluppare e promuovere dibattiti democratici
sulla definizione che i cittadini, le istituzioni scientifiche e tutti gli
attori sociali possono dare di una società europea della conoscenza. Questa è
la nostra prima conclusione: non si possono avere progettazione né costruzione
solide di una società europea della conoscenza, come prospettiva comune
condivisa dai cittadini, senza un processo decisionale realmente democratico,
senza che la voce della gioventù europea sia integrata su tutti i livelli
territoriali. Questo costituisce un prerequisito fondamentale del nostro
lavoro. Speriamo vivamente di essere ascoltati dalle autorità su questo punto
preciso al di là di accordi di principio o di semplici discorsi.
Come estensione di questo postulato, siamo
stati particolarmente attenti a valutare il problema delle persone escluse
dalla società della conoscenza. Per noi, definire e evocare la marginalità, il
fuori-campo, facilita la comprensione del soggetto. Ovviamente,
abbiamo focalizzato i problemi centrali del concetto di società della conoscenza. Ci siamo interessati degli
aspetti economici, fiscali, politici, accademici e scientifici. Crediamo di
essere pronti a contribuire nel miglior modo a questo dibattito in un futuro
prossimo.
Per concludere questa introduzione, vogliamo
ringraziare tutte le istituzioni e organizzazioni in Europa, e particolarmente in Francia, che hanno
permesso questo processo, la cui natura è assieme formale ed informale.
E speriamo e auguriamo a tutti i giovani
europei di vivere esperienze di questo tipo in un prossimo futuro. L‘estensione
di questo tipo di esperienze favorirà in modo significativo la libera
espressione di parole e pensieri. Sappiamo che ciò richiede mezzi molto
importanti. Sappiamo che tutto ciò necessita di grandi finanziamenti, ma siamo
convinti che la coesione e il rafforzamento del nostro spazio europeo abbia
bisogno di investimenti di questo tipo. Crediamo, e ne siamo la prova, che
qualunque cittadino possa sviluppare la propria opinione su materie complesse a
patto che possa ricevere un'adeguata informazione.
N
O I R A C C O M A N D I A M O
Aspetti
politici
- Di organizzare dibattiti aperti tra
scienziati, politici e giovani Europei, in ogni stato membro così come a
livello europeo
al fine di chiarire una visione comunemente condivisa di ciò che dovrebbe
essere promosso come società europea della conoscenza.
- Di assicurare ad ogni cittadino dell'Unione
Europea le stesse condizioni di studio in ogni stato membro, qualunque sia la
sua cittadinanza.
- Che l'intera società e le autorità pubbliche
promuovano socialmente e finanziariamente lo status e il lavoro di scienziati,
insegnanti e educatori per rendere prestigiose queste professioni.
- Di estendere programmi di scambio all'interno
dell'Europa a tutti, non soltanto agli studenti, ma anche ai lavoratori.
Aspetti
scientifici
- Di incoraggiare l'interesse per la scienza e
la tecnologia creando e rafforzando collegamenti sistematici tra educazione
di base e lavori scientifici recenti.
- Di creare un istituto per la supervisione
della ricerca europea, in modo da migliorare la comunicazione tra scienziati
attraverso la costruzione di una banca dati universale dove possano essere
reperite informazioni sulle diverse materie di ricerca.
Aspetti
educativi
- Di unificare e
stabilire a livello europeo un sistema d'assegnazione crediti per i programmi
di life-long learning permettendo l'aggiornamento e l'acquisizione di nuova
conoscenza lungo tutto l'arco della vita.
- Che l'Unione Europea
e tutti gli stati membri, al fine di trasformare l'informazione in conoscenza,
considerino di fondamentale importanza la promozione e lo sviluppo del pensiero
critico, quale uno dei maggiori problemi educativi e scientifici.
- Che i sistemi
educativi favoriscano maggiormente la conoscenza dell'Unione Europea e dei suoi
principi promuovendo la multiculturalità.
- Che l'apprendimento
della lingua inglese e di altre due lingue europee, compresa la lingua madre,
sia reso obbligatorio in tutti i livelli della scuola
dell'obbligo in ogni stato Europeo.
- Che le autorità
europee promuovano metodi educativi alternativi, quali i sistemi d'educazione
non formale e che tengano conto delle abilità pratiche.
- Che agli studenti
d'ogni livello venga offerto l'accesso ad una pluralità di metodi di
insegnamento.
- Che i sistemi
educativi sviluppino la capacità degli studenti di "imparare ad imparare" con
l'obiettivo di metterli in grado di adattarsi ad un ambiente in rapida
evoluzione.
- Che l'educazione
secondaria integri l'apprendimento di concetti economici e finanziari di tipo
pratico.
- Di creare una
piattaforma europea, attraverso la quale gli educatori possano condividere le
loro esperienze ed apprendere differenti metodologie didattiche.
Aspetti culturali
- Di organizzare un
evento annuale chiamato "Capitale Europea della Scienza" che venga realizzato a
rotazione in ogni paese dell'Unione Europea.
- Di garantire a tutti
l'accesso gratuito alle biblioteche all'interno dell'Unione Europea.
Aspetti sociali
- Che l'Unione Europea
assicuri il supporto finanziario necessario a migliorare l'accessibilità e la
qualità dei trasporti pubblici in tutta Europa per tutti,
e specialmente per le persone diversamente abili, allo scopo di favorire il
loro accesso all'educazione e di favorire la loro mobilità internazionale.
- Che sia facilitato un
accesso equo all'educazione, fornendo ai cittadini economicamente svantaggiati
aiuti economici
sufficienti a coprire le spese necessarie per vivere durante gli studi.
Aspetti
economici
- Di sviluppare
politiche che incoraggino gli scienziati a rimanere all'interno dell'Unione
Europea allo scopo di rendere migliore la scienza europea.
- Di promuovere
software open-source e sostenere standard aperti attraverso una legislazione
nazionale ed europea.
- Che sia fornito un
servizio Internet gratuito a tutti gli abitanti dell'Unione Europea.
- Che ogni cittadino
abbia l'opportunità di ricevere gratuitamente l'educazione a tutti i livelli.
L'educazione dovrebbe essere finanziata interamente
mediante tasse in modo trasparente e indipendente dal settore privato.
- Di esentare dalle
tasse le piccole e medie imprese che investono in scienza, ricerca e sviluppo
all'interno dell'Unione Europea.
- Che ai cittadini
europei che pagano le tasse sia riconosciuto il diritto di destinarne una certa
porzione a organizzazioni
sociali o scientifiche di loro scelta.
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